La banca centrale cinese ha proceduto all'ennesima svalutazione dello yuan in pochi giorni, dando una sforbiciata dello 0.6% contro il dollaro USA. Dopo che l'indice di Shanghai ha rotto a ribasso quota 3000 perdendo oltre il 20% dai massimi, in preparazione ai dazi americani che scatteranno il 6 luglio prossimo.
Continua a rimbalzare il petrolio nonostante la decisione dell'OPEC di aumentare la produzione, in quanto sta prezzando le minori forniture iraniane che verranno quasi azzerate a novembre prossimo quando scatterà il divieto dell'amministrazione Trump all'acquisto di petrolio dell'IRAN, valido per tutti i Paesi.