lunedì 26 ottobre 2020

DAX Trading Strategy Weekly 26 ---> 30 ottobre 2020

Germania verso un lockdown light

Siamo a pochi giorni dal prossimo meeting della BCE e nelle ultime ore la situazione epidemica è del tutto precipitata, a quanto riportano le autorità. Oggi in Italia è entrato in vigore il nuovo DPCM che regola le cerimonie religiose, gli eventi e le aperture degli esercizi commerciali.

Di fatto un "lockdown light" come quello che si appresterebbe a varare Merkel in Germania. Mercoledì prossimo la cancelliera discuterà le nuove misure da implementare che, secondo Bild, si concentreranno sulla chiusura di bar e ristoranti ed il divieto di eventi pubblici, mentre dovrebbero restare aperte le scuole e gli asili nelle regioni che non hanno un numero di casi troppo elevato.

Lo stesso organo di stampa riporta che le previsioni del PIL tedesco per il quarto trimestre sono esagerate. Ma ci sono altri due aspetti che preoccupano la Germania, il primo sono le stime riguardanti le attese di fallimenti di aziende da qui a tre mesi, vista la fine del programma di protezione per le aziende insolventi.

Un'anticipazione di che cosa succederà al comparto corporate italiano dopo la scadenza della cassa integrazione straordinaria ed al divieto di licenziamento. Di conseguenza si attende anche un balzo all'insù delle sofferenze bancarie.

Il secondo aspetto riguarda la pratica, ormai diffusa in più di 200 istituti bancari tedeschi, anche online, di imporre tassi negativi sui depositi bancari, anche di qualche decina di migliaia di euro, come reazione ai tassi negativi imposti dalla BCE.

Ennesima patata bollente per la BCE

La stessa banca centrale che giovedì prossimo dovrà prendere la decisione su due temi molto controversi. Per quanto riguarda l'estensione del piano PEPP gli operatori prevedono un aumento di altri 500 miliardi di liquidità disponibile ed un prolungamento della duration fino a fine 2021. Ricordo che la scadenza attuale è fissata per giugno del prossimo anno.

Questa soluzione si scontra con quanto chiedono le banche commerciali europee, ovvero la rimozione del divieto di pagamento dei dividendi, in quanto questo porterebbe ad una perdita di fiducia degli investitori sul comparto bancario dell'unione che comporterebbe un deflusso di capitali dai titoli del settore, già provati dalla pandemia.

Ma autorizzare il pagamento dei dividendi sarebbe un segnale da leggere come un allentamento dei danni derivanti dalla pandemia e quindi la Bundesbank, su mandato della Corte Costituzionale tedesca, potrebbe opporsi ad una estensione del PEPP cosa che andrebbe in controtendenza.

Insomma, una bella patata bollente per l'istituto di Francoforte.

SNB all'opera sul Forex

Intanto un'altra banca centrale si è espressa in toni preoccupanti, parliamo della Swiss National Bank, la quale ha detto che un franco sopravvalutato rappresenta un problema per l'industria finanziaria svizzera quindi l'istituto centrale sta operando sul mercato Forex col fine di contrastare l'attrattiva di investimenti in franchi svizzeri.

Quest'ultimo è un altro tema che si inserisce nella campagna elettorale statunitense, a otto giorni dal voto, quando non si è ancora raggiunto un accordo sul piano di soccorso all'economia americana. Biden spinge per uno stimolo da 2000$ miliardi con contestuale aumento della tassazione.

Ma a guardare i movimenti del mercato nella seduta odierna, sembra che ormai abbia prezzato un nulla di fatto su un accordo prima del 3 novembre prossimo, per cui i due contendenti dovranno attingere ad altri temi per tirare fuori la sorpresa dal cappello, in questa ultima settimana che ci separa dal voto.

La prima è già arrivata in queste ore, il governo statunitense ha varato sanzioni contro la compagnia petrolifera nazionale iraniana, il ministro del Tesoro ed altre entità e funzionari.

D'altronde arrivare a mettere alla corda e quindi "normalizzare" l'Iran è sempre stato uno dei primari obiettivi del presidente Trump, come fatto con la Corea del Nord.

Cosa aspettarci per questa ottava?

Giovedì scorso gamba 2 del settimanale ha toccato un minimo a 12329 (secondo target), da qui è partito un rimbalzo (gamba 3) che però si è arenato sulla prima resistenza in area 12670. 

Il mancato accordo tra democrativci e repubblicani negli USA sul piano di soccorso all'economia domestica e l'inasprirsi della pandemia hanno fatto aprire, ieri notte, i future americani in gap down e di conseguenza, questa mattina anche il future DAX ha aperto con un gap-down di 220 punti circa.

Poi dalla pausa pranzo europea il movimento si è trasformato in un sell-off che ha portato i prezzi a fare un minimo di giornata a 12079 per una perdita massima intorno al 3.6%.

Questa è gamba 4 di chiusura ciclo settimanale, che vi avevo anticipato sarebbe andato in chiusura tra venerdì 23 ottobre e martedì 27 in concomitanza anche con la chiusura del ciclo mensile.

Meglio si sono comportati gli indici americani che viaggiano su una perdita media intorno al 1.7% ed il nostro FTSE-MIB che ha chiuso a -1.21%.

Attenzione perchè, mentre il petrolio è collassato, in risposta ai vari annunci sulla guerra petrolifera in atto, l'oro non ha partecipato alla festa di volatilità di oggi; quindi considerando l'imminente partenza dei nuovi cicli settimanale e mensile, potremmo assistere all'ennesimo short squeeze.

E' fondamentale seguire le azioni che porrà in atto giovedì prossimo la BCE perchè un'ulteriore liquidità potrebbe funzionare da propulsore per gli indici. 

La campagna per le presidenziali americane è entrata nell'ultima fase, quindi attenzione alla volatilità e continuiamo a seguire la situazione sul gruppo facebook.

Situazione aggiornata:

- SHORT in corso @10990
- LONG in corso @12738

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Questa previsione è redatta il 26 ottobre 2020 con i dati disponibili al momento.

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